Nel video che segue, un robot equipaggiato con il sistema Octopus di Vuototecnica svolge due operazioni collegate: preleva da un pallet le doghe di legno asciutte e ne compone un altro con quelle ancora umide, inserendo tra gli strati le apposite interfalde.
Notate la velocità e anche la capacità di passare da una fase all’altra senza interrompere il lavoro per modificare o sostituire l’organo di presa.
Le doghe movimentate nel video hanno una lunghezza compresa tra i 600 e i 2600 millimetri. Una variazione considerevole, che rende poco pratico riposizionare ogni volta le singole ventose in funzione del formato. Le tre barre Octopus distribuiscono invece il vuoto sulla superficie disponibile e sostengono anche gli elementi più lunghi durante il trasferimento.
Il legno, inoltre, presenta spesso piccole irregolarità o differenze di altezza tra un elemento e l’altro. La gomma spugnosa dei piani aspiranti si adatta a queste variazioni e mantiene il contatto con le lamelle. Durante il sollevamento, le richiama verso la superficie delle barre, riducendo oscillazioni e flessioni.
L’aspetto più interessante dell’applicazione emerge però quando il robot cambia materiale. Lo stesso organo di presa utilizzato per le doghe in legno solleva anche l’interfalda che separa gli strati.
Rispetto al legno, l’interfalda è sottile e presenta una superficie irregolare, quindi offre al sistema di presa un’area di contatto diversa. Octopus concentra l’aspirazione nelle zone effettivamente coperte dall’oggetto e mantiene il livello di vuoto necessario al sollevamento anche quando cambia la porzione di superficie occupata.
Il robot può così alternare i tre compiti senza sostituire la mano robotica. Un solo organo di presa accompagna l’intero ciclo e si adatta alle diverse lunghezze del legno e alla struttura irregolare dei separatori.
Per saperne di più sui vantaggi dei sistemi di presa a depressione Octopus: www.vuototecnica.net.










































