Possono sembrare componenti tutto sommato marginali ma i filtri proteggono la pompa e gli altri pezzi come le come valvole e gli interruttori dai detriti. Di conseguenza, la scelta dei filtri per il vuoto è importante, sia quando si tratta di applicazioni industriali e dell’operatività delle ventose sia nelle applicazioni mediche, ospedaliere e di laboratorio in cui addirittura possono essere presenti dei rischi biologici. In tutti i casi è sempre necessario prendere precauzioni e richiedere una consulenza professionale prima di procedere all’installazione e alla manutenzione di qualsiasi apparecchiatura.

Alcune applicazioni richiedono una filtrazione minima, se non addirittura nulla, perché il prodotto trattato e l’ambiente dell’area di prelievo sono molto puliti, come nel caso dei semiconduttori; altre, come la produzione di pannelli in legno, la movimentazione di lamiere d’acciaio, la produzione di mattoni richiedono un alto grado di filtrazione a causa della quantità di detriti presenti.

Esistono molti tipi di filtri per il vuoto, la gamma Vuototecnica è tra le più complete sul mercato e annovera:

  • Filtri di aspirazione con cartuccia in carta FCL, capaci di trattenere impurità finissime, senza interferire o quasi sulla portata. Sono di ridotte dimensioni e possono essere installati in prossimità dell’utilizzo. Possono essere in linea oppure no e hanno diversi gradi di filtrazione. Non sono però consigliati in caso di presenza di vapori o condense di acqua o olio.
  • Filtri d’aspirazione a bagno d’olio FO, anch’essi capaci di filtrare polveri impalpabili nell’olio senza però ridurre la capacità di aspirazione della pompa per vuoto. Il vantaggio è che possibile utilizzare ogni tipo di olio, anche esausto, purché con una minima viscosità. Non sono adatti alle pompe per vuoto a secco. Gli elementi filtranti sono facilmente smontabili e lavabili.
  • Filtri a sifone FS (anche con by-pass automatico), in grado di trattenere impurità e liquidi eventualmente aspirati attraverso le ventose e i sistemi di staffaggio a depressione. Sono sistemi più sofisticati in genere costituiti da: un contenitore cilindrico in plexiglas trasparente, con coperchio estraibile, per consentirne l’ispezione e la pulizia; una valvola di ritegno posta sull’aspirazione, per impedire il rientro d’aria nel filtro a pompa ferma; una cartuccia filtrante in rete d’acciaio inox, con un grado di filtrazione pari a 44 μ, anch’essa posta sull’aspirazione, per trattenere il pulviscolo e le impurità solide; una valvola manuale a due vie, per l’intercettazione del vuoto all’utilizzo; una valvola manuale a due vie, per il ripristino della pressione atmosferica all’interno del filtro; un vuotometro radiale, per la lettura diretta del grado di vuoto nel filtro; un interruttore magnetico di livello, con la funzione di arrestare la pompa quando il liquido aspirato supera il livello di sicurezza; un tubo rigido, collegato all’utilizzo, per convogliare sul fondo del contenitore il flusso d’aria e liquido aspirato; una valvola di ritegno, posta sul fondo del filtro, con la funzione di scaricare automaticamente i liquidi e le impurità aspirate, ogni volta che all’interno del filtro si ripristina la pressione atmosferica; un rubinetto, applicato alla valvola di ritegno sopra descritta, per lo scarico manuale dei liquidi; una staffa metallica, per il fissaggio del filtro a parete. I sistemi filtranti con by-pass automatico prevedono un sistema composto da due filtri a sifone senza diminuzione del grado di vuoto all’utilizzo nel momento in cui avviene lo scambio di aspirazione tra loro.
  • Filtri speciali, pensati appositamente per determinate applicazioni in presenza di particolari detriti o per risolvere eventuali problemi di posizionamento dei componenti.

Come per tutte le applicazioni industriali, esistono mille modi diversi per portare a termine un compito. Vuototecnica ne pensa mille e uno, per soddisfare tutte le richieste. Per saperne di più: www.vuototecnica.net

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