Le vertical farm, le fattorie indoor che si sviluppano verso l’alto, rappresentano la nuova frontiera della produzione agricola sostenibile. Permettono di coltivare 365 giorni all’anno, indipendentemente dal clima esterno, eliminando totalmente l’uso di pesticidi ed erbicidi.
Le piante crescono sovrapposte in scaffalature alte diversi metri, all’interno di ambienti chiusi e controllati. Le radici possono essere interrate o immerse in soluzioni d’acqua o, ancora, sospese nell’aria e nebulizzate con sostanze nutrienti. Grazie a luci LED e al monitoraggio climatico costante, si produce un risparmio idrico che sfiora il 95% rispetto ai campi aperti.
In un ecosistema così tecnologicamente denso, dove lo spazio è ridotto al minimo, l’automazione diventa uno strumento fondamentale. Tuttavia, per gestire la vita vegetale, non servono solo “mani” d’acciaio, ma una tecnologia capace di delicatezza e flessibilità: il vuoto.
Il ruolo del vuoto inizia ben prima che la pianta germogli, nella fase della semina.
Immaginate di dover prelevare un singolo seme di lattuga o di basilico, grande appena un millimetro, da un contenitore che ne contiene migliaia. Una pinza meccanica finirebbe per schiacciarlo o per prenderne troppi. Le seminatrici automatiche utilizzano invece piccoli ugelli collegati a un generatore di vuoto: una minuscola aspirazione “chiama” il singolo seme, lo tiene fermo sulla punta dell’ugello e lo rilascia solo quando si trova esattamente sopra il vassoio di crescita. È una gestione chirurgica che garantisce che ogni alveolo del terreno abbia un solo seme, evitando sprechi.
Una volta che la pianta cresce, entra in gioco la gestione dei cosiddetti “puck”, piccoli contenitori circolari o alveolari (simili a dischetti o vasetti) che ospitano la singola piantina e le sue radici. In una fattoria verticale, migliaia di questi dischetti devono essere spostati continuamente per ricevere luce o nutrienti.
Qui il vuoto è fondamentale per la velocità e l’adattamento: le ventose aderiscono alla parte superiore o laterale del puck, permettendo al robot di sollevarlo e spostarlo, senza dover abbracciare il vasetto dai lati, e questo risparmio di spazio permette di tenere i contenitori vicinissimi tra loro, aumentando la densità della coltivazione.
E tantissime altre sono le applicazioni del vuoto nel contesto delle Vertical farm, dal rinvaso automatizzato alla pulizia dei puck, fino al confezionamento sottovuoto dei prodotti ortofrutticoli.
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