Il settore Food nel nostro Paese è in grande crescita, sotto diversi punti di vista.

Prima di tutto si è registrato un boom delle esportazioni. Il cibo made in Italy ha infatti un nuovo record sui mercati internazionali: nei primi sei mesi dell’anno il nostro export di alimenti e bevande è cresciuto del 6,9%, portando a 35,3 miliardi (pari al 2% del Pil) il valore, su base annua, delle nostre vendite di food all’estero.

Nonostante le questioni sui dazi tra Usa, Ue e Cina e la Brexit, il 2019 sembra essere partito alla grande. 

Il primo mercato per l’export è la Germania (+1,6%) seguita da Francia (+4,3%), Stati Uniti (+4%) e Regno Unito (+1,6%).

Inoltre i consumatori sono sempre più eco-friendly e cercano prodotti biologici. Le vendite di biologico nel 2018 hanno superato i 4 miliardi di euro. L’export biologico Made in Italy, ha superato i 2,2 miliardi di euro (primi nell’Ue, secondi nel mondo dopo gli Usa). Lo scorso anno, ancora, l’86% degli italiani ha acquistato un prodotto bio almeno una volta nell’anno, mentre il 51% afferma di consumare alimenti biologici almeno una volta a settimana.

L’Italia è anche leader globale per numero di aziende che trasformano i prodotti bio (18.000 imprese, 3.000 più di Francia e Germania) ed è ai vertici europei per numero di imprese agricole biologiche (75.000). 

Diverse analisi dimostrano che i consumatori ricercano sempre più alternative salutari e sostenibili: il 49% dei consumatori sceglie prodotti/brand attenti alla sostenibilità; il 37% ricerca prodotti con packaging eco-friendly; il 41% dichiara di evitare il più possibile l’uso della plastica; il 44% dei consumatori è attento all’origine e alla trasparenza di filiera e vuole sapere se il bene è stato prodotto eticamente.

L’impatto del food delivery e delle abitudini di consumo è, infine, altrettanto forte. Un settore da 566 milioni di euro e una crescita del +56% rispetto al 2018. In questi anni sono stati tanti gli operatori del settore che hanno investito per attivare il servizio in nuove città e per rafforzare l’offerta disponibile. Oggi il 93% delle città italiane con popolazione superiore ai 50mila abitanti è coperto da servizi di consegna a domicilio (era solo il 74% nel 2017). Circa un abitante su due (47%) può ordinare online piatti pronti, mentre nel 2017 questo servizio era accessibile solo a un terzo della popolazione italiana.

Mutano i consumi e anche i modi di fare la spesa: online, click&collect in store, drive-in, formule di abbonamento, servizi di meal-kit.

Dati incoraggianti.

www.vuototecnica.net

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