Le pale delle turbine eoliche possono superare facilmente i settanta metri di lunghezza e si trovano spesso a decine di metri dal suolo. Ispezionarle e occuparsi della loro manutenzione è quindi un’operazione complessa, costosa e soprattutto rischiosa per i tecnici che devono lavorare in quota.
Ecco perché negli ultimi anni la ricerca sta sviluppando soluzioni sempre più interessanti per ridurre i rischi. Tra queste ci sono i droni ma anche robot progettati per muoversi in avanscoperta direttamente sulla superficie delle pale eoliche, eseguendo ispezioni e controlli senza la necessità di interventi umani, soprattutto in condizioni pericolose.
Il principio di funzionamento di questi robot è sorprendentemente semplice: si muovono come piccoli “ragni meccanici”, dotati di più zampe articolate, capaci di cambiare configurazione in base al tipo di superficie incontrata e ai diversi dislivelli delle pale.
Alle estremità delle “zampe” si montano ventose a vuoto, che permettono di aderire alla superficie irregolare della pala durante gli spostamenti, anche in posizione verticale.
Alcune ventose restano attaccate alla superficie mentre altre si staccano e vengono riposizionate più avanti, in modo simile al passo di un animale, dimostrando flessibilità e tenuta. In questo modo il robot può avanzare lungo la pala mantenendo punti di ancoraggio sicuri che impediscono il rischio di caduta.
Grazie a telecamere e sensori montati sul corpo del robot è possibile così individuare crepe, erosioni o altri segni di usura sulle pale. Le informazioni raccolte vengono poi trasmesse agli operatori a terra, che possono valutare lo stato della turbina e programmare eventuali interventi di manutenzione di persona.
Rispetto ai metodi tradizionali, che prevedono esclusivamente l’uso di piattaforme, corde o gru, queste soluzioni robotiche permettono di rendere le ispezioni più rapide, meno costose e soprattutto più sicure. In alcuni casi i robot possono operare anche in condizioni di vento che renderebbero difficile l’utilizzo dei droni volanti talvolta utilizzati per le ispezioni.
È un esempio interessante di come la tecnologia del vuoto possa estendersi ben oltre le applicazioni industriali più note, rivelandosi ancora una volta una soluzione efficace per facilitare molte attività umane.






































